• Cristina Ferina

La Semplicità è una cosa semplice



Oggi ritenuta fuori moda, la semplicità è invece una tra le risorse più nutrienti a nostra disposizione.

Coltivarla può essere importante per tanti buoni motivi, ad esempio


- costruire relazioni serene

- maturare un senso di leggerezza

- sviluppare nuove abilità

- spostare lo sguardo sulle cose


Essere semplice, dal latino simplex e plectere ovvero "piegato una sola volta", è sinonimo di autenticità e di chiarezza, forze che fioriscono su un terreno sano, strutturato; un contatto diretto con la dimensione archetipica della Madre, la natura primordiale di tutte le cose, capace di restituire a ciascuno di noi il senso di identità e appartenenza smarriti in una contemporaneità costantemente alla ricerca di una complessità fittizia, in fuga dalle proprie radici, profondamente sola.


Stare nella semplicità significa "togliere", ridimensionando le proprie aspettative, abbandonando le apparenze e tornando ad apprezzare solo le cose utili ad "essere"; è la sensazione di riposare sul morbido dopo aver dormito per anni su un asse di legno.


In tutto questo ci avverte il corpo, con le sue tipiche bandierine rosse: distrazione, indolenza, senso di perdita, scarsa aderenza alla realtà, noia, paura di non farcela… sono inviti a ritornare ad un luogo di presenza dove il sentire diventa essenziale per riconquistare lo spazio della semplicità.


Se ti accorgi di qualcuno di questi segnali, prova ad indagarli senza razionalità. Fermati al messaggio simbolico della prima impressione, perché è quello adatto a te. Scrivilo o disegnalo; il resto si compie nell'esperienza. Come nelle fiabe.

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