• Cristina Ferina

Lo Straordinario nell'Ordinario


Straordinario: ciò che eccede i limiti della normalità, qualcosa che, per svariati motivi, oltrepassa una soglia, e che ha un "sapore di magia".

In genere, è un evento che sbalordisce per la sua intensità, una visita a sorpresa, un incontro fortuito, un fuori programma, comunque sempre una situazione che rompe lo schema della nostra quotidianità.


La straordinarietà ci colpisce. Ci colpisce sempre. Perchè? Perchè irrompe, con forza e coraggio, nello scorrere più o meno regolare delle nostre vite. Perchè ci pone di fronte al fatto che le cose possono accadere. Lo straordinario che arriva a noi è una finestra su una dimensione più ampia, su quel mondo costituito da tutte quelle piccole o grandi intenzioni, semi dei nostri desideri più profondi, che non sappiamo nemmeno di nutrire, e che, come per magia, si concretizzano davanti a noi. E' uno scorcio sul Nagual, per dirla alla Castaneda, ovvero sull'inconscio.

In fondo, lo straordinario lo generiamo noi.


Ordinario, invece, è qualcosa che avviene nei limiti della norma, senza troppi sconvolgimenti, senza spostare di tanto il baricentro, un po' monocorde; potremmo dire la nostra giornata tipo con, ogni tanto, qualche variante, accidenti!, altrimenti saremmo dei robot. Diciamo che, mentre lo straordinario ha il sapore della magia, l'ordinario ha quello della minestra riscaldata. Per scomodare nuovamente Castaneda, l'Ordinario è un po' il Tonal, la parte conscia della nostra esistenza, quella degli ancoraggi rassicuranti, quella di cui si conosce già in un certo senso la fine. Uno spoiler dall'inizio.

In fondo, anche l'ordinario lo generiamo noi.


Visto che di entrambe le dimensioni siamo noi gli artefici, sarebbe molto stimolante riuscire a generare tra loro una contaminazione sinergica, che sostenga in modo creativo il nostro percorso evolutivo e di crescita.

Portare lo Straordinario nell'Ordinario, quindi viceversa, è possibile. Ma lo si può fare attraverso il corpo che, qui, si pone come traghettatore di esperienze che si muovono tra i due mondi. Mica dobbiamo fare chissà che cosa, Ricordo sempre che la semplicità è la più grande risorsa esistente a nostra disposizione, non si esaurisce mai e, soprattutto, è ecologica. Quindi, niente macumbe, niente salti nel vuoto, niente di tutto ciò.

Lo Straordinario entra nell'Ordinario solo se noi e il corpo che siamo, lo permettiamo.


Come? Esercitando la Sensibilità Immaginale. Quell'abilità che tutti abbiamo ma che è rimasta un po' (tanto) sepolta perchè ritenuta di secondaria importanza. La dimensione immaginale è intorno a noi, e per apprezzarla bisogna muoversi come fossimo degli artisti. L'occhio dell'artista non si pone in superficie, ma va oltre, fino alla radice.


Qui di seguito elenco qualche attività ordinaria (ma straordinaria insieme) utile ad esercitarla.


Leggere.

Leggere è un'attività meditativa ad occhi aperti. Lega al momento presente attraverso le immagini che emergono dal contenuto narrativo. La postura immaginale nella lettura porta ad affrontare il testo ad un livello altro, che giace sotto, quello dal Nagual, dal quale emerge il significato profondo, profondissimo, di quello che l'autore, in realtà, vuole dire, magari anche inconsapevolmente.


Guardare un film.

Strano vero? Ma anche la visione di un film, attraverso lo sguardo immaginale, cambia la sostanza. Non è più solo ciò che è impresso sulla pellicola, ma è ciò che sta sotto, e scoprire che quello che si muove nel mondo di sopra, è solo un "pretesto" per arrivare lì.


Ascoltare musica.

E' incredibile come dietro ad un pezzo elettronico di Brian Eno, oppure ad un'aria di Bach, si nascondano, invece, il mito di Apollo e di Edipo. Questo è già davvero un andare oltre, che implica una conoscenza approfondita, non solo dei simboli, ma anche della mitologia; è un esempio per far capire quanto la sensibilità immaginale conduca lontano, fino alle Origini.


Passeggiare nella Natura.

Fiori, alberi, fili d'erba, sassi, corsi d'acqua, rispondono a regole archetipiche assolute. Se rimaniamo in compagnia, e in ascolto, di tutti questi elementi, contemporaneamente, lo straordinario irrompe con l'autenticità tipica della Natura.


Sognare.

I sogni sono materia inconscia da plasmare. Se si ha la possibilità di ricordarli, è bene tenere un taccuino sul comodino per scrivere i simboli più forti. Questi diventeranno gli elementi di una trama immaginale, un ulteriore varco per far comunicare Ordinario e Straordinario.


Questi sono solo suggerimenti di base; ogni attività ordinaria è una potenziale apertura sullo straordinario. La prospettiva immaginale, a mio avviso, offre le suggestioni più forti, perchè, pur portandoci lontano, ci fa restare qui, nel Presente, dove abbiamo tutto ciò che ci serve. Lo straordinario è proprio questo.


A presto,


Cristina

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© 2020 Cristina Ferina  - Bodytelling e Bodywork, ricevo a Torino e Castellamonte (TO)