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Il punto di non ritorno

April 8, 2019

 


Può essere una situazione, un concetto, una presa di coscienza, un sentire... è comunque qualcosa che ti dice che, da dove sei ora, non puoi più tornare indietro.
Come quando stai per cadere, cerchi di fare di tutto per mantenere l’equilibrio, ti posizioni e riposizioni mille volte, contrai i muscoli, l’addome, i glutei, giochi con la forza delle gambe, e poi, ad un certo punto, tutta la fatica impiegata per stare in piedi, dissolta in un attimo.
Vuol dire che hai raggiunto il punto di non ritorno, un attimo che annulla tutte le possibilità di fare dietrofront.

Succede, nelle cose della vita, di trovarsi nel punto di non ritorno.

 

Nel lavoro, quando senti che si è esaurito l’entusiasmo; nelle relazioni, perché non c’è più niente da dirsi e da farsi: sono state giocate tutte le carte della comunicazione, del confronto, della messa in discussione, delle opportunità di creare una nuova intesa, una rinnovata poetica, un orizzonte di senso.

Il punto di non ritorno è la dimensione immediatamente prima del limite, è un pre-confine, una pre-dogana dove bisogna spogliarsi dei bagagli di una appena, anche se non ancora ufficialmente, conclusa esperienza, e recuperare le forze, tesaurizzare il senso di quanto accaduto, e riprendere il cammino verso una nuova destinazione.

 

Il punto di non ritorno offre l'esperienza della gratitudine, della compassione, della vera empatia, del mettersi nei panni dei nostri interlocutori per sentire cosa hanno provato (colleghi e capi al lavoro, amici, partner, compagni e compagne). 

Uno sguardo veloce all'indietro, un colpo d'occhio sull'appena compiuto, che pone la biografia personale in una prospettiva semantica, portando chiunque ci si trovi ad un livello superiore della propria consapevolezza. 

 

Il punto di non ritorno diventa un territorio dove l'alienazione e la perdita del senso del sè esauriscono il loro significato nel contenuto simbolico e archetipico dell'esperienza che si sta vivendo, e dove si tesse una nuova e fitta trama per accogliere il nuovo in arrivo.

 

Il punto di non ritorno può anche diventare una terra di prodigi. Uno tra questi è  la riapertura di un varco sul passato, che regala, come il jolly nelle carte, un'ulteriore opportunità di riscatto sull'evento appena esaurito,

Una redenzione che arriva guardando avanti, senza trascurare la struttura ben definita del viaggio dell'eroe: quella circolare.

 

Buona settimana, 

 

Cristina

 

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© 2020 Cristina Ferina  - Bodytelling e Bodywork, ricevo a Torino e Castellamonte (TO)