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Il Tao nelle Radici

November 27, 2017

Forse qualcuno tra di voi sa che “lavoro anche con i piedi”, nel senso che pratico la Reflessologia Plantare, da circa 10 anni. Rispetto alla Biodinamica Craniosacrale, il lavoro è totalmente diverso, almeno ai primi approcci. Poi, come quasi tutte le discipline integrate,  anche loro due si incontrano, sulla lunga distanza.

Il metodo che utilizzo io segue i principi della Medicina Tradizionale Cinese e il Tao è il campo, anzi, il Sentiero nel quale questo orientamento si inserisce.

Il Tao è il concetto di fondo della filosofia cinese, significa Via o Sentiero, e rappresenta una dimensione di coscienza espansa che rispetta le leggi dell’universo e della natura, quindi della vita, e nella quale siamo tutti calati.

Il simbolo circolare, ma senza confini troppo definiti, che tutti ben conosciamo, è composto da due campi ondulati, i principi yin e yang, uno di colore bianco e l’altro di colore nero, contenenti l’uno una piccola appendice dell’altro, evidenziandone così la complementarietà, garanzia di movimento, che richiede necessariamente la presenza di entrambi.

Yin è tutto ciò che è ricettivo, femminile, accogliente; Yang, invece, è il principio del maschile, dell’espansione, dell’andare verso. Diventa quindi facile comprendere perché devono esistere entrambi. In questo è immediato il parallelismo con il ciclo circadiano; non c’è giorno senza notte, non c’è luce senza ombra, non c’è maschile senza femminile. Ed è tutto ciclico.

In realtà, non esiste nemmeno separazione, ma solo trasformazione. L’uno si trasforma nell’altro e acquisisce la qualità di uno o dell’altro principio, a seconda della direzione che segue.

All’interno di questo sentiero, gli elementi, che nel pensiero cinese sono cinque, Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua, sono in relazione dinamica tra loro. Ad ognuno di essi fanno riferimento una stagione, un colore, un numero, un sapore, un’emozione, un’attitudine mentale, un organo ed un viscere… ed è proprio a questi ultimi due che dedico particolare attenzione con la Reflessologia Plantare.

 

Esistono infatti dei punti specifici situati sia sulla pianta sia sul dorso del piede; ogni punto corrisponde ad un organo. Se stimolato, il punto, invia un’informazione all’organo di riferimento il quale, a sua volta, riceverà ciò che in quel momento gli occorre per recuperare il suo equilibrio.

Ogni organo, come anticipato prima, è legato ad un elemento, che avrà caratteristiche sue proprie.

Ad esempio,  l'elemento Legno è associato alla Primavera, il suo colore è il verde, l'organo di riferimento è il Fegato, il viscere è la Cistifellea. E' legato anche agli occhi, l'emozione è la rabbia. Il principio è Yang, in evoluzione. Pensiamo alle piante che in primavera iniziano a germogliare.

Calandoci nel pratico, per riportare armonia in un soggetto potenzialmente collerico, che si infiamma per niente, e che quindi ha un'energia di Fegato un po' alterata, è importante andare a trattare il punto specifico sul piede e leggere che tipo di relazione esiste con gli altri elementi per fare un lavoro completo ed equilibrato. Quindi, non non mi limito solo ai punti del Legno, ad esempio, ma posso andare a trattare anche quelli della Terra, oppure del Metallo, se valuto che i legami siano con questi due elementi.

 

La pratica è complessa, ma completa, e la Medicina Tradizionale Cinese, seppur articolata, offre un orientamento chiaro, al pari di una bussola.

I piedi, inoltre, sono le nostre radici, non solo fisiche, ma anche simboliche, nel senso che nel piede è possibile leggere la nostra storia familiare, il nostro albero.

 

Ogni dito, in relazione con l'altro, può essere visto come un membro specifico della famiglia e, a seconda di come appare (gonfio, rosso, schiacciato...), è possibile comprendere la sua "posizione" in ambito familiare, ricavandone emozioni e stati d'animo, per poi intervenire andando a trattare l'elemento (o gli elementi) di riferimento della Medicina Tradizionale Cinese; si può anche potenziare e sostenere il lavoro con l'integrazione della Cromopuntura o dei Fiori di Bach, valutare la finestra temporale nella quale sono avvenuti determinati eventi che hanno segnato la persona, definendo in questo modo sempre di più la sua storia personale, e affrancandola da quella di chi l'ha preceduta.

 

La Reflessologia Plantare, praticata in questo modo, diventa un valido strumento conoscitivo e d'intervento, per cui offro, oltre a sedute individuali, anche una formazione biennale, con la Scuola Enso, suddivisa in due livelli: Energia e Struttura, Emozione e Simbolo,

Se vuoi saperne di più, puoi contattare me, contattare la scuola oppure venire a Pocapaglia lunedì 4 dicembre alle ore 20 per la presentazione.

 

A presto, 

 

Cristina

 

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© 2020 Cristina Ferina  - Bodytelling e Bodywork, ricevo a Torino e Castellamonte (TO)