Sull’utilità di perdere tempo

C’è chi sostiene che non si debba mai sprecarlo, ché il tempo è prezioso, ché il tempo è denaro, ché chi ha tempo non aspetti tempo, ché il tempo... cos’è? Dimensione estremamente aleatoria, abitata dalle nostre storie, paure, emozioni, orientata verso un’unica direzione, quella lineare, che ci fa vivere il paradosso della circolarità. Eventi già vissuti, sentiti, consumati, senza più ormai nessun colpo di scena si susseguono con impertinenza, lasciando la scena agli aspetti più pungenti non ancora elaborati. Siamo attori, spettatori, giudici, avvocati di questioni lasciate in sospeso e poi riprese, di inganni, tradimenti, vincoli, condizionamenti, risonanze biografiche, successi ed insuc

Allontanarsi da sè (e come riavvicinarsi)

Allontanarsi da sè accade. Ci si ritrova in uno stato di smarrimento e alienazione, tipico dei momenti che seguono una rottura, una situazione gravosa che ha sfidato e sopraffatto le risorse individuali, operando un distacco progressivo dalla fonte originaria. Le risorse sono fattori che nutrono la nostra capacità di resilienza, e possiedono una doppia natura: interiore (attitudini caratteriali) oppure esteriore (hobby, interessi particolari, buone abitudini). Le risorse sostengono la fase di risalita. Spesso, nei momenti di allontanamento, si sperimenta un senso di estraneità dal proprio corpo, che non è più sintonizzato sulle frequenze del qui e ora. Gli eventi di una certa portata so

Il tempo della sospensione

Non ho le idee chiare. Cosa posso fare quando la mia mente è piena di pensieri ingombranti? In che modo riesco ad ottenere il meglio da me, se il mio livello di energia è basso? Mi sento come se avessi perduto il senso dell'orientamento. Vorrei trasformare un progetto in azione, ma sono nella stasi. Sono in balia degli eventi. Non riesco a gestire la mia ansia. Percepisco sopraffazione ovunque. Ho paura. Le situazioni di cui sopra abitano tutte il tempo della sospensione, sono dinamiche che oscillano tra due poli, senza toccarne nemmeno uno. Spesso ci si ritrova, come impantanati, in una o nell'altra, da un giorno all'altro; non si capisce il perchè, si scivola, facendosi male, confondendosi

La rivoluzione gentile è un atto necessario

Più o meno intenzionalmente, o per distrazione, è assai facile ferire l'altro attraverso una frase, un'azione, una scelta. Accade in uno spazio in cui non esiste più il confine, dove la soglia svanisce, evapora, al suono di quella parola, al compimento di quel gesto. Parole e gesti che si trasformano in fendenti offensivi, in strumenti di conquista presuntuosa, con la quale ci si arroga il diritto di definire, in modo assolutamente arbitrario, la storia... dell'altro. E' un momento in cui si manca di presenza, di accoglienza. Un'assenza totale di gentilezza dove il corpo ritorna, per un attimo sufficientemente lungo, ad una memoria implicita legata, il più delle volte, ad una ferita non anc

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© 2020 Cristina Ferina  - Bodytelling e Bodywork, ricevo a Torino e Castellamonte (TO)